Ferrata Furlanova – Plezalna pot

Partenza

Partenza

MESE: luglio 2016

DIFFICOLTA’: EEA

VALUTAZIONE: **

PREPARAZIONE FISICA: **

TEMPO TOTALE ITINERARIO SALITA/DISCESA : 2 h

DISLIVELLO :500 mt. Se si arriva fino alla vetta del Monte Tura


Arrivati con l’auto nell’abitato di GRADISCE PRI VIPAVI (Slovenia), ci siamo insinuati per stretti vicoli rurali alla ricerca del KAMP TURA, luogo da cui la nostra escursione sarebbe partita. Ad un tratto, ci è apparsa davanti una chiara indicazione, che ci invitava  a proseguire dritti ( con qualche curva inaspettata..)fino all’aprirsi dell’ampio parcheggio, annesso all’omonimo centro sportivo “Tura”.

Era già pomeriggio inoltrato, ma il mese estivo ci faceva ben sperare in una luminosità, che perdurasse fino a tarda sera. L’unica incognita, che si frapponeva tra la nostra voglia di intraprendere il cammino e la ferrata, era la pioggia latente: sul fondo della Valle del Vipacco un muro di nembi bluastri, non si decideva ad avanzare, era immobile e fermo..Solitamente siamo molto prudenti, quindi la nostra decisione fu di avviarci fino all’attacco della via e poi decidere in base al tempo.

Dopo aver recuperato dal bagagliaio zaino, caschetti, imbraghi, una borraccia e una bottiglietta, piene di acqua fresca ( mai farsi mancare l’acqua durante un’escursione!una delle prime regole quando ci si appresta a faticare è idratarsi continuamente!e sorsi piccoli mi raccomando!) ci siamo mossi alla volta del Monte Tura. La vetta si può raggiungere in due varianti: o lungo il sentiero che attraversa il bosco, oppure mediante la via più diretta e attrezzata chiamata “Plezalna Pot”( Ferrata Furlanova, nella traduzione italiana). Ovviamente, trovandosi in Slovenia, troveremo sempre le indicazioni con il nome sloveno, quindi, Ferrata Furlanova non lo vedremo scritto da nessuna parte.

panorama

panorama

Nelson ed io, quel pomeriggio, avevamo deciso di allenarci un po’ i previsione dei nostri progetti estivi, quindi senza indugio si è optato per salire la via attrezzata.

Dal parcheggio ci siamo inoltrati nel boscho seguendo la prima indicazione “GRADISKA TURA”, che mandava a destra, poi, arrivati ad un bivio , ove è presente un grande pannello, con struttura in legno, indicante gli itinerari e le falesie della zona, noi abbiamo seguito il sentiero verso sinistra ( a destra , invece,si andava alla chiesa di S.Nicola). Abbiamo iniziato a salire, lasciando sulla nostra sinistra un ghiaione e, da qui in poi, il sentiero comincia svilupparsi in maniera più ripida tra sassi, con la tipica truttura calcarea, e vegetazione rigogliosa. Dopo circa 15 minuti di cammino si incontra un secondo bivio, andando a destra si prosegue per il sentiero nel bosco (Pes Pot), girando a sinistra si giunge all’attacco della ferrata.

Ferrata verticale

Ferrata verticale

Dopo una partenza ripida e verticale, garantita da un cavo ben teso e dalla presenza di alcune staffe, si giunge in un secondo tratto, che permette di riprendere un po’ il fiato, sempre ben assicurato. La roccia è buona,ruvida,presenta buoni appigli per le mani ed appoggi di buona tenuta, nel qual caso si volesse arrampicare senza utilizzare il supporto del cavo. Personalmente, un aiutino da parte del cavo, perlo meno nelle parti più ripide ed esposte , io l’ho gradito volentieri!

Il panorama, lungo tutto il percorso, è a dir poco spettacolare, in quanto permette di ammirare a 360° i verdi vigneti della valle del Vipacco, inoltre, in quella giornata che preannunciava un temporale imminente, i contrasti cromatici di cielo e terra risultavano ancora più accesi. Una meraviglia! Risalendo un canalone, sempre ben attrezzato, si raggiunge un bivio: dirigendosi a sinistra si arriva ad una terrazza panoramica in legno, costruita artificialmente con belle tavole robuste anche se un po’ datate.., per permettere allo sguardo di ammirare l’orizzonte, riuscendo anche a sedersi su una comoda panca per prendere fiato.Mentre, proseguendo dal bivio verso destra, il canalone si restringe un po’ fino ad un traverso, che porta ad uscire e a trovarsi nuovamente in una posizione molto esposta. Ultimi metri di salita in verticale, completamente esposti, dove appigli artificiali e staffe metalliche aiutano nella progressione, fino a giungere alla fine di questa bellissima ferrata, dove si imbocca il sentiero escursionistico, fino a raggiungere la vetta del Monte Tura ( 793 mt.,libro di vetta).

Noi, viste le condizioni metereologiche non favorevoli (aveva già iniziato a piovigginare..), abbiamo preferito ripiegare e scendere imboccando il “Plezalna Pot” di rientro. La discesa è molto semplice, ancora un paio di tratti attrezzati, più per rassicurare la psiche, che per necessità vera e propria. La discesa si sviluppa nel bosco di abeti e faggi, fino a raggiungere nuovamente il parcheggio del centro sportivo.

Per concludere, personalmente ho trovato la ferrata Furlanova molto bella, corta, non difficile, ma per nulla banale, da ripetere piacevolmente!

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